Una pagina dove NOI del GASP possiamo pubblicare foto, scrivere, fare domande, fare proposte e dove verrà mantenuta una lista aggiornata delle uscite dei vari membri GASP.....così che ogni membro possa sapere cosa hanno fatto gli altri...! Un buon modo insomma per restare aggiornati!!!
martedì 20 luglio 2010
Ferrata Lipella Cima Tofana di Rozes
martedì 13 luglio 2010
Primo Spigolo della Tofana di Rozes, via Alverà-Pompanin
…dai che vi do qualcosa da leggere alla mattina mentre fate finta di lavorare….. J
Dopo una settimana estenuante, il venerdì passato a casa in malattia, per stare meglio decido che il Sabato devo assolutamente curare l’altra malattia, quella della montagna. Così, anche se la forma fisica non è il massimo, mi lascio convincere da Silvan. Si parte alle 5 da Padova. Destinazione primo spigolo della Tofana di Rozes. Giusto per non strafare guadagnamo l’attacco in meno di mezz’ora contro i quaranta cinquanta minuti previsti dalla relazione, e alle 8.30 siamo già pronti. Fatica sprecata perché in via, davanti a noi, ci sono già diverse cordate. Lascio partire Silvan, sicuramente più in forma e reduce da una uscita in Pendice con Laura la sera prima. Il secondo tiro tocca a me, ma subito ci rendiamo conto che sulla via si è formata una specie di coda tipo esodo di Ferragosto… inutile spingere o tentare improbabili sorpassi, tanto siamo ultimi, non ci resta che metterci a ruota. Così i tiri si susseguono, sempre su roccia eccezionale, proteggibili alla grande ma protetti il minimo indispensabile, mentre noi ci alterniamo a comando della cordata… con l’unica accortezza che i tiri con passaggi duri toccheranno inesorabilmente al mio compagno. Ad un certo punto, ad una sosta, aspettiamo quasi un’ora che venga il nostro turno… la passiamo a guardare e fotografare due cordate di extraterrestri alle prese con vie di un altro pianeta sulla gialla parete del pilastro della Tofana. Il ritmo si rompe inevitabilmente, e di lì in poi rallentiamo anche noi; i tiri che seguiranno saranno un continuo perdere e riprendere una cordata di austriaci che ci precede. Tutto questo fino a una piccola cengia, stretta ghiaiosa e quanto mai scabrosa, che funge da via di fuga per tutte le cordate che ci precedono. Noi invece, stoici e perseveranti, finiamo la via fino alla cima dello spigolo, ma non senza emozioni; prima si incastrano le corde mentre Silvan scala da primo, ed è costretto suo malgrado a farsi scarrucolare su un chiodo per disincastrarle. Poi arriva un temporalone, ma per fortuna, mentre ormai contavamo i minuti che ci separavano dalla bufera, gira verso il Falzarego e ci risparmia una bella lavata. Alla fine anch’io mi sento quanto mai spompato, e gli ultimi due tiri se li cucca Silvan, che arriva raggiante in cima dove attrezza una sosta con chiodi e martello. E alla fine, ultima chicca, estrae dallo zainetto un piccolo treppiede portatile per immortalare con un autoscatto la vetta conquistata! Marianna!! Il pensiero in vetta va agli amici che la domenica prima avevano conquistato il Gran Zebrù… Intanto complimenti a Silvan, e mentre scendiamo prima per cengia esposta e poi per facile mulattiera, penso che, anche se fisicamente non ero al meglio, la mia spompatezza è stata compensata dalla bravura e dall’entusiasmo del mio compagno (che ringrazio ancora). E penso anche che grazie a lui ho realizzato un sogno, e la lunghezza della via ha portato un po’ di requie alla mia voglia di roccia. Pensiero che però è durato poco. Già la domenica la malattia ha ripreso il sopravvento e sono tornato a sognare la prossima avventura.
Alla prossima dunque,
domenica 27 giugno 2010
Via Illing Alverà & co. all'Averau
Quanto difficile obbedire alla sveglia al mattino presto, è una cosa a cui non mi abituerò mai. Stefano, Davide e Alessio la pensano come me: stessa esperienza traumatica; ma siamo tutti e quattro puntuali a partire, tutti per un unico obiettivo, tutti per la nostra più grande passione: arrampicare. Intanto fino al passo Giau, poi verso l’Averau sulla via Illing Alverà e co. Un’ora per arrivare al rifugio, successivamente l’avvicinamento esposto un po’ pericoloso, ometti e chiodo alla base della via ci dicono che siamo sul posto giusto. Non è una delle vie del Fanis o di Arco tutte super protette ma una classica alpinistica fatta di roccia non sempre buona e sassi semimobili, fatta di quella roccia gialla che non sai mai bene se tiene o no. Le cordate sono formate da Stefano – Davide ed Alessio con me, partiamo io e Stefano da primi. Capiamo subito che la nostra sicurezza non sempre è possibile, proseguiamo piano, con cautela, con difficoltà. Si è vero, è solo un 4° grado, ma quando con lo sguardo segui le mezze che scendono dritte senza sicurezze, quel 4° grado si trasforma in un muro e una serie di idee negative ti frullano in testa bloccandoti psicologicamente. In qualche maniera dopo parecchio tempo arriviamo alla prima sosta. Alessio mi da il cambio oggi è in “pompa” ha voglia di scalare dopo un lungo periodo di digiuno. Davide ci vuole convincere che per lui non è giornata, nessuno gli crede, si muove bene anche su passaggi difficili, ma vorrà continuare da secondo per tutta la via. Stefano riparte da primo, è provato dal primo tiro quasi da rinunciare al proseguimento, ma presto ritrova lo spirito giusto per procedere molto più tranquillo e convinto. La via si dimostra fattibile con difficoltà superabili con diverse tecniche, abbastanza logica nel tracciare una linea tra i punti possibili della parete sud-ovest, interessante un breve traverso che porta ad una nicchia che ci ha visti particolarmente impegnati. Nell’alternarmi con Alessio, sorte vuole che sbuchi fuori dalla via per primo e nell’arrivare su scorgo un’impatto visivo incredibilmente favoloso: un circo a 360° gradi di monti che non possono lasciarmi indifferente, li saluto per nome come rincontrare vecchi amici e ricordare i bei momenti vissuti assieme in passato. Mi raggiungono anche gli altri, festeggiamo con qualche cioccolata, qualche barretta e ci dissetiamo, qualcuno ha pure bresaola e pizzette, ne mangio una volentieri. La foto di gruppo non può mancare, a perenne ricordo il Boè dietro di noi, forse per non dimenticare che mi deve una macchina fotografica che si è inghiottito tempo addietro, o forse semplicemente perché era l’unico posto dove si poteva orientare la macchina fotografica per una foto che ci prendesse tutti vittoriosi sull’Averau. E’ ora di scendere, ci incamminiamo verso la ferrata e con nostra sorpresa troviamo dei lunghi tratti da attraversare su neve fresca. Poi la ferratina caratteristica con le scarpe e calzini bagnati. Ultimo tratto di sentiero che ci separa dal passo Giau, la magia si è quasi esaurita, mi fermo guardo bene attorno a me, chiudo gli occhi per fissare nel tempo quello che ho fatto e visto, intanto sento e ascolto la brezza fine caratteristica della quota che mi prende tutto il corpo, più sensi partecipano a questa acquisizione e più indelebile sarà il ricordo di questa giornata faticosa ma piena di emozioni vissuta assieme ad amici che condividono un unico obiettivo, la stessa grande passione: arrampicare.
Semper ad altum.
domenica 30 maggio 2010
Gran Paradiso
Per motivi tecnici partiamo da Padova il sabato alle 20.30 arriviamo al parcheggio di Pont in Val Savarenche alle 23.45. Qui veniamo accolti da una volpe che viene a mangiare vicino alla macchina......
All'una meno un quarto partiamo e in piena notte arriviamo al rifugio Vittorio Emanule II. Facciamo un pisolo di un'oretta e poi via il resto del Corso SA2 è già in marcia!!!!
Dal rifugio in poi è tutta una meravigliosa salita con ottima neve e ottima compagnia!
In cima vediamo il Monte Bianco e lì scoppia l'emozione per tutti! Figata!!!
DIscesa spaziale su ottimo firn fino alla macchina.
Finale: gran salita dislvello atomico ma grande soddisfazione.
Un caro saluto ai due scialp Luca S. e Luca C. per l'accoglienza quando sono arrivato....
Un grazie al Gasp che ogni volta mi sostiene su queste scamellate!!!
Massi
domenica 23 maggio 2010
Via Maica al Pilastro Est del Vaio Stretto
Ora tocca a me. Guardo in su, guardo la relazione, è proprio di la per la fessura-camino strapiombante. Strano, la relazione segna un 5+ ma a guardare sopra di me sembra oltre le mie possibilità. Ripensavo alla sera prima quando a Lumignano con amici mi divertivo allenandomi e non sapevo ancora che dovevo venire qui sulla via Maica al Pilastro Est del Vaio Stretto; mentre scendevamo al paese con frontale ci sentivamo osservati e mi veniva da dire: ”Salve abitanti della Terra, veniamo in pace”! Era buio ma con Andrea, Laura ed Elisa si stava proprio bene anche se non c’era il sole. Ora ero al 2° tiro sotto quel camino a campana, mi stacco dalla sosta sotto gli occhi attenti di Stefano, tecnica da camino, dopo il primo rinvio su chiodo non vedo più niente per proteggermi, allora ricordai le parole di Castagna, incontrato poco prima al parcheggio autore di questa via, che consigliava un friend da 3 su quel punto, lo metto, ma poi 20 cm più sotto vedo un’altro chiodo, è ben protetto. Stacco il friend e mi attacco sull’appena scoperta sicurezza: forse il friend da 3 è per chi vuole una maggior sicurezza. Riparto, mi alzo coi piedi, mi sposto sul lato di destra ecco una maniglietta, piede in opposizione e su col braccio libero su un nuovo appiglio per uscire sullo spigolo: bellissimo passaggio, alto livello di adrenalina, mi sono esaltato. Rassicuro Stefano che dalla sosta, lo vedo uscire dopo aver fatto il passaggio aereo, è esaltato anche lui. La via continua meno aerea ma non meno impegnativa, tutta su roccia più che buona, non ho più il pensiero di superare la difficoltà, ora gioco con la gravità, cerco il movimento coordinato, sto bene in questo contesto, mi sento a mio agio. Anche Stefano si sta divertendo, continuiamo in alternata su traversi, spigoli, camini e placche che non superano il 5+, fino al libro di via: è il primo scritto dell’anno, ricordiamo i nomi, il GASP e anche il CAI. Inscatolo di nuovo e riparto, ma questo penultimo tiro è insidioso, sto molto attento dove metto i piedi, cerco roccia sicura e abbraccio un masso ma questo d’un tratto si muove e me lo sto per trascinare giù con me: mollo tutto ed in punta dei piedi resto in bilico spaventatissimo, intanto il masso torna nella sua sede, Stefano mi urla se sto bene mentre segue la scena preoccupato per il mio stato d’animo, gli rispondo che sto bene e che voglio continuare. Per fortuna è solo il penultimo tiro con roccia mobile e che si frantuma, poi la cima, quassù c’è un bel panorama, qualche chiazza di neve è rimasta qua e la sui canali in ombra, l’aria è quella fina dolomitica, penso che sia per questo che le chiamino Piccole Dolomiti, si sta veramente bene, soprattutto perché Stefano mi ha prestato il suo pile perché il mio lo avevo dimenticato. Ancora una volta con Stefano raggiungiamo un bell’obbiettivo con una nuova via di roccia che ci ha visti protagonisti insieme, sono contento di aver rafforzato la mia esperienza e la nostra amicizia attingendo anche dalla sua esperienza, mi trovo veramente bene con lui in montagna. Scendiamo e dopo un paio di doppiette e qualche passaggio esposto, alla forcella decidiamo di scendere per il Vaio Stretto: due impressionanti paretoni a picco, una vicina all’altra e noi in mezzo sul canale in discesa con salti di roccia anche difficili, superabili con catene fisse e scalette. Torniamo alla macchina un po’ provati ma contenti, dopo un’avventura soddisfacente. Prima di scendere un panino e una radler per brindare al successo e al riscatto su un triste ritiro al Cengio di qualche settimana prima che ci aveva abbassato il morale, oggi nuova linfa scorre nelle vene.
Semper ad altum. Silvan.
domenica 2 maggio 2010
Monte Cengio
Ossia come pochi metri di arrampicata sul marso ti riportano con i piedi per terra (in senso metaforico). Partiti prestino da Padova, diretti verso l’altopiano di Asiago, Alessio Silvan ed io, abbiamo raggiunto velocemente gli attacchi delle vie sulla parete sud del Cengio, monte sacro alla partia per via dei combattimenti della guerra 15-18. Parto io sulla via dal Bianco, primo tiro V/V+ secondo la fotocopia della relazione. Mi alzo pochi metri da terra, e dopo un chiodo e un dado “psicologico”, non mi sento sicuro per via del marsume che mi attende e non riesco a decidermi per proseguire. L’invito al cambio dai miei compari di sotto giunge come il canto delle sirene. Incontriamo intanto tre “indigeni” che si accingono a fare un’altra via lì vicino, e, crocs ai piedi, ci dicono che si può raggiungere la sosta del primo tiro anche camminando per facile cengia. Ma ormai la corda è su, io lascio il posto a Silvan, che supera di slancio il punto da me raggiunto, arriva a due chiodi un po’ sopra, si alza di altri due metri e si trova a fare i conti con una frana verticale. Decide di scendere fino all’ultimo chiodo, gli scappa una mano, un piede, quasi vola, ma riesce miracolosamente a raggiungerlo. Veloce scarrucolamento su maglia rapida già in loco e partenza per la fantomatica cengetta. Peccato che ad un certo punto la cengia finisca e per raggiungere la sosta si deva fare un traversino esposto di 15m di quarto, più scalare un po’ di muretti erbosi. Noi non abbiamo i crocs ai piedi, e, con il morale sotto i tacchi, decidiamo allora di fare la via anaconda, un po’ più sostenuta ma su roccia ottima. Riparte Silvan, la roccia è veramente ottima, ma anche il grado si fa sentire. Dopo una quindicina di metri lo calo e riparto io. Riesco a raggiungere in azzero selvaggio il punto da dove l’ho calato, ma poi cedo di fronte al fatto di dovermi staccare dall’ultima protezione. A quel punto decidiamo di cambiare sport, e ci dedichiamo alla visita culturale dei resti di guerra in loco e poi andiamo al bar ad annegare la sconfitta. Che dire ancora, dovendo trovare un lato positivo all’uscita… che abbiamo visto un posto nuovo, un ambiente sicuramente impressionante e suggestivo, che forse le vie erano un po’ “sottogradate”, che devo prendermi i crocs…. Diciamo che ogni tanto una sconfitta fa bene, aumenta la motivazione, oggi stesso avrei voglia di tornare di nuovo a fare anaconda e finirla (ma per fortuna è brutto tempo, anche xchè probabilmente non ci riuscirei). Ringrazio i miei compari per la compagnia e la pazienza. Alla prossima.
lunedì 26 aprile 2010
giaron della scala....
domenica 18 aprile 2010
Isola di Nagual
giovedì 15 aprile 2010
Felpe del GASP
giovedì 8 aprile 2010
Via Spigolo Barbiero - Rocca Pendice
Beh bene direi, la cordata ha piantato un primo chiodo (dopo quello che Laura mi ha lasciato l'anno scorso sulla cresta) e poi giù diretti al bar a Teolo per una Radler dissetante e un po di cibo vah!!!
Alla prossima....
Via del 92° congresso SAT - Monte Baone
Come già detto da Silvano e Laura, la mattina siamo partiti tutti assieme e dopo la colazione di rito a Mori ci siamo divisi per affrontare le due vie. Siamo arrivati sotto le placce di Baone, posteggiata l'auto e ci siamo incamminati; via tutto sommato facile, che ci ha lasciato respirare quell'aria di tranquillità e svagatezza. Ad essere onesti i primi due tiri erano pressochè banali, poi la via senza mai diventare difficile ci ha offerto un po di brio e alcuni traversi (gli unici già protetti a chiodi) non banalissimi ma mai difficili ci hanno proprio fatto divertire. Beh se si vuole possiamo dire che è una via di m***a ma non perchè non sia una bella via ma perchè ne è piena e sembra che i colpevoli siano i caprioli!!!! Beh usciti dalla via abbiamo compilato il quaderno di via (vedi foto) e ci siamo fatti quattro risate e scendendo abbiamo raggiunto gli altri in centro ad Arco per una birra e una pizza (meglio sarebbe stato un panino)!!!
lunedì 5 aprile 2010
Placche zebrate via Manilia
giovedì 1 aprile 2010
Cari Soci e non, ma soprattutto amici, volevo lanciare una domanda aperta a tutti per poter esprimere liberamente quello che vi spinge e/o quello che provate andando in montagna, il "perchè" arrampicate, passeggiate, sciate e qualsiasi altra attività vi porti in montagna.E' una domanda a cui ognuno di noi avrà già risposto per conto proprio ma che difficilmente abbiamo esternato.Sarà interessante scambiarsi e condividere la propria idea il proprio credo. Questo non farà che rafforzare la nostra passione riscoprendo negli altri un modo diverso di vedere la stessa cosa.Non abbiate paura di esporvi o di dire la vostra, è anche questa una piccola sfida da non farsi scappare; aspetto almeno qualcosina da tutti, ciao. Silvan
sabato 20 marzo 2010
Parete San Paolo via Nereidi e Aganippe
sabato 6 marzo 2010
Piccolo Dain, parete del Limarò via Orizzonti Dolomitici
martedì 16 febbraio 2010
Via Le Scalette dell'Indria
sabato 6 febbraio 2010
lunedì 18 gennaio 2010
Sentiero alpinistico M. Torti
mercoledì 16 dicembre 2009
lunedì 14 dicembre 2009
Cena I° compleanno del GASP e Ferrata Sass Brusai
Una serata e una giornata in ottima compagnia e di ottimo e sano divertimento!!!
A presto
sabato 12 dicembre 2009
Via Helena con variante Sassetti (anca grossi)
Che dire, bella linea la variante, speriamo nessuno cada nel nostro errore. Un plauso a Silvan per essere uscito indenne da una situazione sgradevole ed essersi mosso in libera sicuro su passaggi dove io da secondo pensavo di risalire sui prusik.... alla prossima!!!!
venerdì 27 novembre 2009
Cena GASP
lunedì 23 novembre 2009
Fuga da Hades
Semper ad altum...
sabato 21 novembre 2009
Alcuni del GASP si allenano!
domenica 25 ottobre 2009
Torre dell'Emmele, spigolo Daniele - Scorzato
lunedì 12 ottobre 2009
castagne e vin da sassetti
Aggiornamento: visto che venerdì questo molti non possono posticipiamo.
Ci sentiamo meglio e lasciamo passare qualche giorno, eventualmente fate sapere a me o Silvan quando vi va meglio.
Cari amici Gasp, giunge da Silvan la proposta per una serata in compagnia, a casa sua, a base di castagne e vin rosso!!
La proposta è per venerdì questo, fate sapere se vi va bene o se preferite un'altra data, a me o ancora meglio a Silvan.
A presto!
Stefano
mercoledì 7 ottobre 2009
Rocca Pendice via Dorna
mercoledì 23 settembre 2009
Pala di Punta Ellie
lunedì 14 settembre 2009
Pizzata di ritrovo del G.A.S.P.
Giovedì 11.09.2009
Ore: 19:30 (o più tardi per chi non può prima, "ve spetemo bevendo qualcosa e fumando na cicca par chi che fuma)!
Location: Pizzeria da Giordano in via Chiesanuova a Padova.
Come dice il Nostro maestro Baldin: "...n'demo magnare nà pissa da Pissa!"
L'invito è per tutti noi con morose, morosi, amanti meglio di no, mogli, figli e parentado a seguito!!!!
Scherzi apparte ci si vede tutti giovedì!!!
Non mancate!!!!
11.09.2009 - Solitaria nel gruppo del Carega
Ore 06:53 si parte dall'auto al rif. Revolto direzione Passo delle tre Croci (detto anche passo della Lora) dove vi giungo con circa 15 min di anticipo; poi giù di corsa verso il rifugio Battisti arrivandovi con 40 minuti di anticipo. Qui per affrontare meglio il Vaio decido di prendermi una mezzoretta di pausa e sono proprio le 09:23 l'ora a cui riparto e via su, come programmato si prende il Vaio di Pelagatta che fin da subito ma specie sulla parte terminale fa vedere le sue difficoltà; passaggi di II° e III° non protetti da fare in libera ma tutto si dimostra difficoltoso ma emozionante, all'uscita dieci minuti di pausa, via il casco e subito al rifugio Scalorbi dove ci giungoalle 11:25. Pausetta pranzo di altri dieci minuti, rifornimento idrico e, anche se il Vaio mi aveva un po sfiancato decido per il portare avanti la sfida e quindi su, veloce verso l'attacco della ferrata Campalani e da esso veloce la ferrata verso il rifugio Scalorbi. Giunto ad esso me magno qualcosa, una Radler dissetante e via in 5 minuti in vetta. Il meteo inizia un po a peggiorare quindi racolte le forze parto veloce per il Sentiero delle Creste fino a Costa Media, un saluto a cima Tibet per poi imboccare il Sentiero attrezzato Angelo Pojesi che si rileva lungo, ma che per accrescerne la scarsa difficoltà ci si mette il meteo scaricando prima cinque minuti di abbondante pioggia, poi dieci di sereno e poi una mezzoretta di temporale che mi ha visto costretto in due occasioni a mettermi in sicura sotto a un tettino e a non toccare il cavo per il rischio fulmini; il tutto condito da scariche di sassi dai canaloni. Sono cmunque giunto all'atteso rifugio Pertica da dove imboccata il sentiero Bocca Trappola (raggiunta in 10 minuti in meno) ho poi deviato per il rifugio Revolto raggiunto in circa altri 20 minuti. Un'avventura fantastica, un po' provante nella durata di 10h e 48 minuti, un'ora e 8 minuti in più del tempo previsto ma con circa 1 h 30 min abbondante di soste. Quindi direi bene!!!!!
Per le foto vi rimando all'album su picasaweb: Clicca Qui!
Qui posto solo il percorso!!!
giovedì 10 settembre 2009
grazie a Stefano e Andrea per i commenti lusinghieri.
Per ricapitolare:
tanto per tenere alto il valore del Gasp, sabato 5 ho pensato bene di andare sulla Cima del Gioveretto (BZ), 3439 metri per circa 1500 metri di dislivello; un grazie agli ski alp (luca s-luca c)per questa scammellata.
Non contento il giorno dopo con checco abbiamo fatto la transpelmo!
Onore a Checco che ha fatto il gran tempo di 2 ore e 45 su 5 massime. Un atleta.
Io ho cercato di stargli dietro con 2.50.
Nel complesso abbiamo corso come i matti ma abbiamo fatto di tutto per tenere alto il gasp!!
lunedì 7 settembre 2009
Cima Carega al chiar di luna
Partenza da casa e arrivo al rifugio Revolto per le 00:30, subito su fino al rif. Scalorbi dove ci siamo stesi su un lastrone di cemento nelle vicinanze del rifugio (il bivacco era pieno) e, col mio solito sonno improvviso mi sono addormentato alla fantastica temperatura di 1°c alle ore 02:00. Cielo limpido, luna splendente freddo polare e umidità che hanno accompagnato e tenuto sveglio gli amici tutta la notte! Dopo circa 40 minuti mi sono svegliato (grazie alla sveglia) e sono partito alla volta del Fraccaroli e della Cima Carega raggiunta in 1 ora e 15 per poi scendere subito dagli amici (che non mi avevano seguito) in circa un'ora e rientrare nel "caldo" sacco a pelo! Un'altra oretta di sonno e poi la sveglia forzata e congelata per ripartire alla volta della macchina!!! Un'esperienza fantastica...
Ovvio non poteva mancare la foto del GASp...
mercoledì 2 settembre 2009
AL Bernina in realtà siamo arrivati quasi in cima ma comunque una due giorni di ghiaccio veramenti belli.
Infine ricordo che il nome del Gasp da venerdì scorso è scritto nel libro di vetta del campanile di val montanaia!!!!!!!!!!
Un saluto a tutti
Massimiliano Gasp
lunedì 24 agosto 2009
Via del Buco (o dei Finanzieri)
Via piacevole che ci ha reso tutti e quattro (Andrea, Stefano, Davide e Silvano) soddisfatti all'uscita dai 9 tiri di via!
Partiamo dall'inizio, il ritrovo è stato alle 04:50 c/o casa Baldin per Andrea e doveva essere alle 05:00 c/o via Natisone con tutti gli altri...lo stato comatoso accompagnava tutti e 4 i, chi più chi meno, giovani alpinisti (non odiateci cordata dei "vecchi", restate sempre i mejo). La domanda che ci ha accompagnato fino al passo del Falzarego è stata: "Ma chi ce l'ha fatto fare stamattina di alzarci invece che restare a letto in questa bella domenica estiva!?!?!?!?!?"
Dibattuta e lunga è stata la scelta della via ma alla fine si è arrivati ad una decisione! Via del Buco o dei finanzieri!
Decise le cordate; Cordata dei giovani: Andrea e Stefano & Cordata dei Vecci: Davide e Silvano; ci siamo preparati e abbiamo raggiunto l'attacco (ricercato) della via ricevendo anche, durante l'avvicinamento, il buongiorno da una famiglia di Stambecchi (o caprioli boh... ma vi confesso che li vedevo bene in umido)!
Via bella, non proprio idonea per me da tirare da primo ma che mi ha permesso comunque di farlo per un tiro (in meso al rumego con poca possibilità di proteggere) e che però mi ha entusiasmato nell'arrampicata!!! Come sempre diciamo, in via si possono fare più o meno belle conoscenze, beh per noi ciò è avvenuto e ci ha permesso di ridere fino a casa!
Da ricordare anche che, i due capocordata (Stefano e Silvano) avevano consegnato (chissà se apposta o meno) a Davide la relazione della via : "Cuore T'oro", il quale fino al terzo tiro, guardandola sosteneva di essere fuori via!
Ebbene si, conoscemmo un certo "ooo uu gnao muuu beeehh" beh insomma che personaggio!!!!
Grande però la soddisfazione dopo l'arrivo in vetta!!!
La discesa per qualcuno possiamo dire sia stata un po' dolorosa...avremmo tutti voluto essere nei suoi pensieri per capire a cosa pensava!
Bella via, entusiasmante l'arrampicata in un paesaggio sempre mozzafiato e con una giornata stupenda!!! Un grazie a tutte e due le cordate oltre che per l'ascesa anche per del buon sano divertimento e della buona compagnia!!!
Permettetemi un appunto a nome mio (Andrea): Ieri mentre salivamo spesso mi tornava in testa un amico che drasticamente ci ha lasciati il giorno prima in un incidente aereo.
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=70517&sez=NORDEST
Era un alpinista come noi oltre che un medico e ieri anche se in modo personale, sono andato su portandolo dentro al cuore e dedicandogli col pensiero la via! Volevo ricordarlo anche quì, perchè era una persona che quando qualcuno era in pericolo saliva e metteva a rischio (come tutti i suoi colleghi) la sua vita per salvare quella degli altri; lui era ed è il dott. Fabrizio Spaziani che volava con "Falco" di Pieve di Cadore! Un grazie per quello che hai e avete fatto nella vostra vita!!!
Due link per conoscerlo:
Fabrizio Spaziani
Fabrizio Spaziani
mercoledì 19 agosto 2009
Cevedale, via Normale dalla Valfurva
lunedì 17 agosto 2009
Cevedale - Bernina
Per chi è stato costretto a casa non resta che aspettare il loro ritorno per le foto e i racconti!!!!
La "spedizione" è partita all'alba del 16 e i più temerari rientreranno il 20 agosto 2009!
Oggi 17.08.2009 ore 10:01 giungono notizie positive dalla spedizione da parte di Stefano; il Cevedale è raggiunto!!!
In bocca al lupo ragazzi!
by "Ardito Desio" Andrea
venerdì 14 agosto 2009
Spigolo Irene Bastioni di Mondeval
Stefano Alessio ed io cercavamo una via non troppo lunga (vista la cordata a 3) e con un'avvicinamento che fungesse da allenamento per fare un po' di fiato. Salta fuori una via colta da Stefano su di un libro di Cipriani. Da Passo Giau ci portiamo con passo veloce fino a Forcella Giau ma con una salita veramente impegnativa; poi un'ambiente che sembra uscito da un libro di fiabe: un falso piano erboso con cime imponenti a destra (Pelmo) e paretoni a picco a sinistra (Bastioni di Mondeval), 15 - 20 minuti più giù sempre a sinistra la nostra via. Parte Stefano con la voglia di riscattarsi sia dall'ultima esperienza negativa sulle Pale, sia dall'ultimo giro su una guglia delle Piccole Dolomiti con me per niente soddisfacente (vedi foto Picasa Silvan). Fa tutto il primo tiro ma ci confessa che forse non è ancora il suo momento. Alessio non sta molto bene, ha un po' di nausea. Mi rendo conto che tocca a me continuare l'opera: tutto sommato mi sento bene, sono in un'ambiente che amo, che mi è caro e la roccia mi sembra discretamente buona. Cominciando il 2° tiro mi rendo conto che bisogna tastare bene la roccia perchè è si dolomia porosa, ma si muove e vien via parecchia roba. Dal basso intanto mi danno corrette indicazioni sulla linea da seguire, visto che la relazione come già successo altre volte è una foto al libro (vedi foto Picasa Silvan). Continuiamo così per altri 4 tiri tutti da proteggere apparte qualche cordino e qualche chiodo già presente, le soste ci sono tutte. Un chiodo Stefano decide giustamente di lasciarlo per i posteri: sono contento di aver lasciato la firma, un po' meno per gli 8 € del chiodo da ricomprare. I passaggi di 5° sono tutti fattibili, gli appigli chiave sono puliti e sani e non è poco. Arrivati all'ultimo tiro mi rendo conto che sto arrampicando su sassi mobili di varia misura ed ho difficoltà a proteggermi sul sano, anche quando penso di essermi protetto bene vedo la mia ultima protezione che se ne va giù per conto suo: sono di ghiaccio, non riesco a muovermi, ho paura, Marianna... (Serie di imprecazioni non riportate). Mentre cerco soluzioni anche per capire la linea di via, vedo il miraggio di un chiodo, traverso a sinistra per arrivarci, sto camminando sulle uova; finalmente protetto supero gli ultimi muretti franosi per arrivare dopo 50 metri di tiro ad una sosta/sperone, con un chiodo esistente che devo ristabilire e con un nuovo chiodo messo in 3 tentativi, scoprirò poi che era come non ci fosse. Mi raggiungono Alessio e Stefano rendendosi conto della difficoltà dell'ultimo tiro. Ci guardiamo soddisfatti, contenti, c'è aria di festa. Una pacca sulla spalla, il tempo di far su il materiale mettere in bocca qualcosa, foto di vetta e giù per il canalone tutto d'un fiato ripassando poi sulle tracce dell'andata fino al passo Giau quasi correndo, la scusa è per fare fiato, ma almeno personalmente era per arrivare al bar a mettere qualcosa nello stomaco.
C'è qualche foto di questo giro sul mio link di Picasa. Se non vi ho trasmesso quello che ho vissuto ditemelo o meglio scivete, anche dei vostri commenti se avete tempo, alla prossima...










